Intervenire nei paesi di origine e di transito dei clandestini: Von Der Leyen ci dica COME

Da Il Giornale

La visita di Ursula Von Der Leyen Roma ci lascia capire che il problema immigrazione è saldamente sul tavolo europeo. Ma questo, penserete voi cari lettori, non poteva essere altrimenti: se visiti un paese ultra esposto all’invasione clandestina e con un governo così duro sull’immigrazione incontrollata, non poteva essere altrimenti. Von Der Leyen si è limitata, di prammatica, a fare il suo dovere. Dice due cose importanti: rivedere Dublino ed attuare interventi sia nei paesi di transito (come Niger e Libia) sia in quelli di origine. Nell’articolo che ho pubblicato ieri dicevo come ormai sia inutile e fuori tempo massimo intervenire sui sistemi di redistribuzione interni all’UE. Di conseguenza, parlare del regolamento del regolamento di Dublino è di per se una perdita di tempo. I paesi che non hanno problemi alle loro frontiere non ne vogliono sapere di redistribuzione, e l’Italia rimmarrà sempre impallinata se continua con la strategia della redistribuzione. Ecco perchè è importantissimo focalizzarsi sugli interventi nei paesi di transito ed in quelli di origine.

Su questi ultimi due punti la Von Der Leyen parla genericamente di cooperazione, una strategia che, come ho accennato ieri, è ormai inutile nel creare sviluppo sostenibile. Dovrebbe dire chiaramente che l’investimento va fatto sul futuro libero mercato inter-africano, non su vaghe promesse di cooperazione con i soldi dei taxpayer europei. Sugli interventi nei paesi di passaggio, la cortina fumogena è ancora più spessa. La domanda da porre alla presidente della commissione dovrebbe essere la seguente: come le controlliamo quelle rotte? Come fermiamo i trafficanti che smistano i clandestini ad Agadez? Come sigilliamo i confini sud della Libia? Servono uomini, serve intelligence, servono pattugliamenti dei confini terrestri e posti di blocco. Che facciamo, li appaltiamo agli africani oppure decidiamo che è nel nostro interesse come europei e nell’interesse delle persone che rischiano la vita nel canale di Sicilia? Queste sono le domande da porre alla presidente, il resto è lo trovate nei comunicati stampa di prammatica.

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