Le mie idee

Viviamo tempi difficili, eppure è nelle difficoltà che viene fuori il carattere di un uomo. Lo stesso discorso vale per le società e per le nazioni. La globalizzazione come stile di vita è messa in discussione, le nazioni tornano alla ribalta e la politica con fatica e tenacia si riprende il suo posto di guida della società.

Ci avevano spiegato che era tutto in mano all’economia, alla finanza e alla tecnocrazia e che la politica non poteva far nulla, che aveva le mani legate. Evidentemente ora la politica, che non è arida e tediosa competenza ma passione e istinto, ha ripreso il controllo. Ed è una buona notizia. Gli intelligentoni lo chiamano populismo, noi la chiamiamo politica.

Ma se ritorno alle nazioni deve essere, che sia un ritorno verso nazioni che riconoscono la propria identità, che onorano la propria bandiera ma che non si chiudono nel proprio orticello. Se dobbiamo ritornare alle nazioni, le vogliamo libere di commerciare, di arricchirsi a vicenda e di prosperare. Trump, che è considerato un pericoloso populista, ha rifatto il trattato di libero scambio con Messico e Canada. Il Regno Unito esce dalla porta dell’UE e aprirà il portone del mondo.

Sono cresciuto in provincia, so che il mondo non è fatto solo di scintillanti grattacieli, di commercio internazionale e di voli aerei classe business. Esistono ancora solidi scrigni di tradizione, di umanità e di una vita lontana dalle megalopoli globali. La soluzione rimane una sola: avere nazioni forti e conscie delle proprie tradizioni ma al contempo non timorose di aprirsi con intelligenza verso il mondo. Non sogno un mondo senza confini fisici e culturali, questo sogno lo lascio alle ristrette intellighenzie sceme. Sogno un mondo fatto di identita’ chiare e forti, che si incotrano mantenendo i propri tratti peculiari.

Credo nella forza morale dell’Occidente. Credo che la civilta’ occidentale odierna, con tutti i suoi errori e le sue debolezze, resti ancora il posto migliore al mondo in cui nascere. Non credo ai profeti che parlando e straparlano di Cina, Russia o qualche altro paese. Possono sicuramente crescere di qualche punto percentuale in piu’, forse nella geopolitica mondiale stanno diventando piu’ forti di noi, ma mai scambierei l’Occidente con qualche altro posto al mondo.

Credo nell’Italia, un paese troppo spesso ammirato all’estero ma denigrato e deriso dagli stessi italiani. Ci raccontiamo sempre che siamo un paese in declino, che non si può far nulla e che ormai è un paese morto. E’ ora di dirlo chiaro e tondo: siamo un paese dalle possibilità inimmaginabili, e sta a noi trovare la forza di crederci.