Ne ESM, ne Eurobonds: l’unica strada è usare il fuoco della BCE e raccogliere risorse con i nostri BTP

Da Il Giornale

Torno con il mio blog dopo un periodo di assenza, ma lo faccio su un argomento veramente importante: come salvarci, o per lo meno come evitare troppi danni, con la catastrofe economica che si sta avvicinando? Come prima cosa, è fondamentale che il paese riparta, con sicurezza ma con decisione. Questa è ovviamente una prospettiva di medio periodo, ma l’Italia ha bisogno d’ossigeno qui ed ora. Come fare? Si è parlato del MES, che sarebbe senza condizionali per gli aiuti sanitari, ma per il resto non sappiamo e dovremo aspettare giocoforza il risultato del Consiglio Europeo del 23 Aprile. Sui coronabonds non c’è nessun accordo politico, e l’ipotesi sembra perdersi nei meandri delle parole e delle buone intenzioni. La verità è che per gli eurobonds serve una politica fiscale comune, quindi un ministro delle finanze unico da Lisbona a Budapest e da Helsinki fino a La Valletta e tasse europee, cosa su cui nessuno è d’accordo. E inoltre ci deve essere un debito comune, e su questo punto la posizione dei mitteleuropei è molto chiara.

Come si esce da questo stallo alla messicana? Ci si guarda intorno e con molto realismo ci si accorge l’UE degli strumenti per combattere la depressione economica li ha dati eccome: il piano PEPP della BCE, un bazooka finanziario da 750 miliardi che molto probabilmente verrà allargato in tempo e quantità, la sospensione delle disciplina sugli aiuti di Stato e la sospensione del patto di stabilità e crescita. L’UE sembra dire, e qui sta alle varie leadership politiche europee capirlo, che gli Stati sono liberi di andare per la propria strada, di emettere debito pubblico garantito dalla BCE e a basso tasso d’interesse, far saltare il limite del 2% debito/PIL e di aiutare direttamente, tramite garanzie statali, le imprese a corto di liquidità. Se si aspetta la trattativa in sede di Consiglio Europeo, molte imprese potrebbero essere già fallite e a quel punto i BTP di un paese diventato deserto industriale varranno il giusto, cioè carta straccia.

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